Gruppo Pit’Agorà – Zodiaco e Precessione degli Equinozi

SAI (Scuola Astravidya internazionale)

The Harmonia Macrocosmica of Andreas Cellarius – The (apparent) spiral revolution of the Sun around the Earth 

Primo Anno

Novembre 2018

  1. LO ZODIACO

Lo Zodiaco è il simbolo più ricco di significati ed è anche il più antico universalmente conosciuto. Ci sono state tramandate diverse definizioni della parola “Zodiaco”, la più nota deriva dal greco antico “zoidiakòs”, da “zoidia”, diminutivo plurale di “zoion” = essere vivente, o immagine celeste, da “zòe” = vita; oppure alcuni lo fanno derivare da “zodion”, piccolo animale.

Un’altra definizione interessante è data dal Dr. Ethelbert Bullinger, teologo e biblista inglese dell’Ottocento, secondo il quale la parola Zodiaco viene dal greco “zodiakon”, che non viene da ‘zoon’ ‘vivere’, ma dalla più antica radice ebraica ‘sodi’, che, in Sanscrito, significa ‘una strada’,  indicando la via o sentiero che il Sole sembra seguire tra le stelle nel corso dell’anno. Nella definizione platonica lo Zodiaco era il “Cancello del Cielo”.

Per capire cos’è lo Zodiaco dobbiamo partire dal moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole.

Che cos’è appunto il moto o movimento di rivoluzione della Terra?

E’ il movimento che la Terra compie intorno al Sole ed è continuo da Ovest verso Est, perché non è il Cielo a muoversi da Est verso Ovest, anche se l’impressione che si ha è di essere fermi mentre il Cielo ci ruota attorno. E’ un po’ come quando viaggiando in treno ci sembra di stare fermi mentre il paesaggio fuori dal finestrino sembra muoversi nella direzione opposta alla nostra. La Terra compie un giro completo intorno al Sole nell’arco di un anno, in poco più di 365 giorni. Questo tragitto o traiettoria che la Terra compie intorno al Sole si chiama orbita e non è perfettamente circolare, ma ha una forma di circonferenza leggermente schiacciata che prende il nome di “ellisse”. Il movimento di rivoluzione della Terra intorno al Sole produce un apparente cammino o percorso che sembra inseguire un “sentiero celeste” chiamato Eclittica, individuata già nell’VIII secolo a.C.

L’Eclittica è inclinata, rispetto all’Equatore di 23° 27’. Se non fosse per l’obliquità dell’Eclittica, la Terra ruoterebbe in maniera perpendicolare alla sua orbita e non ci sarebbero né i cambi di stagione né il variare delle temperature. Tale obliquità è quindi connessa con la Vita e i mutamenti del Vivente. La misura del cerchio di riferimento dell’Eclittica divisa in 360° si chiama longitudine celeste. Poiché lo spazio celeste non ha dimensioni e forma definita, gli antichi pensarono di mappare questo spazio creando appunto la Sfera Celeste. È una Sfera immaginaria con un raggio indefinito sulla cui superficie sono proiettati oltre al Sole tutti gli astri, e si muove con un moto apparente, in senso orario da Est verso Ovest.

Ma cerchiamo di rispondere alla domanda: cos’è lo Zodiaco?

Lo Zodiaco è una suddivisione puramente teorica della Sfera Celeste.

Se ci mettiamo nella posizione geocentrica, ossia quella dell’osservatore che si trova sulla Terra e ammira il Cielo, l’Eclittica, ossia il percorso apparente del Sole attorno alla Terra, è al centro di quella “fascia” immateriale della Sfera Celeste chiamata Zodiaco. Il movimento zodiacale lungo l’Eclittica avviene in senso antiorario, secondo l’ordine dei Segni come di seguito indicato.

Dopo innumerevoli osservazioni, gli antichi astronomi/astrologi si accorsero che lungo questa traccia solare chiamata Eclittica si muovevano altri corpi celesti, i Pianeti, ma con un andamento strano, non lineare come il Sole: infatti andavano a zig e zag, ora sopra ora sotto la linea del Sole.

Il punto più alto e il punto più basso in cui i pianeti arrivano, nel loro movimento sinusoidale rispetto alla linea dell’Eclittica, furono presi come confini di una “strada” più ampia che inglobava, oltre al cammino del Sole, anche quello della Luna e degli altri pianeti.

Questa distanza, in altezza, dei pianeti dall’Eclittica si chiama latitudine celeste. (vedi figura p.3)

Il Sole, dato che l’Eclittica è il suo cammino, ha sempre latitudine 0°.

(Immagine di Fabrizio Corrias)

Fra i pianeti conosciuti dagli antichi, quello che ha la massima latitudine è Venere, che si allontana dall’Eclittica fino alla distanza di oltre 8° in alto (nord) e oltre 8°  in basso (sud). Tra i pianeti moderni vi è Plutone che ha la massima latitudine arrivando ad allontanarsi oltre 17°, da entrambi i lati dell’Eclittica, e così avendo un’orbita eccentrica esce spesso fuori strada. Sull’ampiezza di tale fascia  non tutti gli autori sono concordi ma di media possiamo dire che varia dai 16° ai 20°.

La ” fascia zodiacale”, ossia il cerchio di 360°, venne suddivisa dagli antichi astrologi in dodici parti uguali (tante quanti sono i mesi), ognuna ampia di 30° che chiamarono  “Segni  zodiacali” e il loro nome deriva da quello delle Costellazioni di oltre 2000 anni fa. Dal momento che hanno un’ampiezza di 30°, i Segni zodiacali possono corrispondere a più Costellazioni. Ad es. il Segno del Sagittario comprende le Costellazioni dello Scorpione, di Ofiuco e del Sagittario.

Quindi, si chiama Zodiaco la fascia celeste tagliata in due dal percorso apparente annuale del Sole che, circondando la Terra, si staglia sul Cielo stellato, in cui viaggiano oltre il Sole, anche la Luna e i Pianeti e in cui sono presenti alcune raggruppamenti di stelle dette Costellazioni.

La divisione del cielo in Costellazioni è di antichissima origine e servì per riconoscere rapidamente le singole stelle. Le Costellazioni sono un gruppo di stelle apparentemente vicine, che formano sulla Sfera Celeste delle figure convenzionali alle quali furono attribuiti nomi di animali e personaggi mitologici, come Ercole o Pegaso.

Alcune Costellazioni a loro volta contengono asterismi, insiemi di stelle particolarmente distinguibili per luminosità e disposizione, come ad esempio le tre stelle della cintura di Orione. In realtà, le stelle di una Costellazione possono distare fra loro anche centinaia di anni luce: la loro apparente vicinanza dipende solo dalla particolare prospettiva da cui le si osserva dalla Terra.

Oggi le Costellazioni sono uno strumento utile agli astronomi per fornire indicazioni sulla posizione nel cielo di corpi celesti come galassie o comete.

Le principali Costellazioni attuali sono di origine greca, caldea, egizia.

Quelle ufficialmente accettate sono 88 suddivise in: Costellazioni boreali; Costellazioni australi; Costellazioni equatoriali che includono le Costellazioni Zodiacali.

A Nord dell’Equatore si trovano le 18 Costellazioni boreali e a Sud le 36 Costellazioni australi.

Si chiamano equatoriali le 34 Costellazioni poste in prossimità dell’Equatore celeste, la linea immaginaria che divide in due emisferi la volta del cielo.

Tra queste Costellazioni ci sono le 12 dello Zodiaco, dette zodiacali, che si trovano sull’Eclittica e sono in ordine: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci.

(Immagine tratta da https://it.wikipedia.org.wiki/Zodiaco)

Le Costellazioni Zodiacali sono il fondamento dell’Astrologia. Ofiuco è una Costellazione molto vicina alla Zodiaco e alla linea dell’Eclittica, spesso confusa con il 13° Segno.

Come abbiamo visto, i 12 Segni zodiacali, corrispondenti a 12 sezioni uguali di 30°, hanno preso il nome dalle Costellazioni, ma non sono da confondere con queste ultime perchè esse, a differenza dei Segni, hanno ampiezze diverse l’una dall’altra. I Segni hanno assunto le caratteristiche energetiche dei mesi in cui cadono e sono rappresentazioni del tempo solare, delle stagioni e del loro ciclo.

Ora, tornando al nostro cerchio zodiacale e dato che un cerchio non ha un inizio e una fine, si convenne di far iniziare questo “percorso”del Sole dall’Equinozio di primavera (21 marzo), poiché è il risveglio della natura dopo il letargo invernale, quindi il periodo in cui si ha la “nascita” del ciclo stagionale. Il 21 marzo indica l’inizio dello Zodiaco: questo punto viene chiamato anche Punto Gamma, Punto vernale o Punto equinoziale (punto in cui l’Equatore Celeste interseca l’Eclittica). In astrologia moderna occidentale è chiamato anche Punto di Ariete, da quando l’Equinozio di primavera coincideva con l’ingresso del Sole in Ariete, cosa che oggi non accade più.

Lo Zodiaco solare, è detto anche Zodiaco tropico, dal greco tropikos, tropos (“mutamento, ritorno”), perchè il Sole, nel suo movimento apparente quando arriva ai solstizi sembra fermarsi per poi voltarsi e tornare indietro. Si tratta di uno Zodiaco fisso poichè è collegato alle stagioni: la primavera infatti inizia quando la durata del giorno eguaglia quella della notte, cosa che avviene il 20 o il 21 marzo di ogni anno, indipendentemente da quale gruppo di Stelle stia passando su quella porzione di cielo.Ecco perché è uno Zodiaco solare, legato al rapporto Terra/Sole, e non alle Stelle/Costellazioni.

Lo Zodiaco siderale fa invece riferimento alle stelle fisse, alle Costellazioni attuali, non è legato alle stagioni e la posizione del Sole all’equinozio di primavera coincide con la Costellazione che si trova nel cielo.

Pertanto Costellazioni e Segni hanno lo stesso nome ma non sono la stessa cosa.

Oggi, nello Zodiaco tropico abbiamo uno sfasamento tra i Segni zodiacali e Costellazioni dovuto al lento ma progressivo spostamento del  Punto Gamma in senso contrario al moto del Sole e quindi alla successione dei Segni dello Zodiaco. Questo fenomeno chiamato Precessione degli Equinozi verrà ampiamente descritto nella seconda parte del testo.

Prima di iniziare la descrizione del percorso del Sole sullo Zodiaco tropico, è opportuno ricordare cosa sono gli Equinozi e i Solstizi.

Prima di tutto, individuiamo i quattro Punti tropici: essi rappresentano i quattro Punti dell’Eclittica dove avvengono dei cambiamenti di luce particolari che generano i mutamenti delle stagioni e corrispondono ai quattro Segni Cardinali: Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno.

Essi sono i due Equinozi (Equinozio di primavera – Equinozio d’autunno) e i due Solstizi (solstizio d’estate e solstizio d’inverno).

Gli Equinozi (durata del giorno uguale a quella della notte) sono i due punti, come già detto, in cui l’Eclittica interseca l’Equatore Celeste:

  • Punto Gamma a 0° Ariete, 21 marzo circa, inizio primavera astronomica;
  • Punto Omega a 0° Bilancia, 23 settembre circa, inizio autunno astronomico.

I Solstizi (sol-stare, fermarsi, sostare) sono i due punti in cui l’Eclittica raggiunge la massima distanza rispetto all’Equatore Celeste (picchi di declinazione 23° 27’):

  • 21 giugno circa, a 0° Cancro, Solstizio d’estate, inizio estate astronomica, il Sole è sul punto più alto sull’Equatore Celeste, nell’emisfero boreale il giorno ha la massima durata rispetto alla notte;
  • 21 dicembre circa, a 0° Capricorno, Solstizio d’inverno, inizio inverno astronomico, il Sole è sul punto più basso rispetto all’Equatore Celeste, nell’emisfero boreale il giorno ha la durata minima rispetto alla notte.

Dal Punto Gamma, il Sole comincia i suoi 12 soggiorni mensili, ovvero attraversa i 12 Segni. É come se il Sole fissasse ogni giorno la sua luce.

A partire dal Punto Gamma, Equinozio di primavera (Segno dell’Ariete), il Sole va verso l’Emisfero Nord, aumenta la durata del giorno e diminuisce la fase notturna, fino al Solstizio estivo (Segno del Cancro). Qui il Sole, si ferma, è statico, raggiunge il suo punto più in alto nel cielo, ossia rimane più a lungo, è il picco massimo di durata della luce del sole. L’assorbimento è maggiore, la luce è più chiara. Poi, diminuisce la fase diurna e aumenta la notturna fino all’Equinozio autunnale, Punto Omega o Punto della Bilancia in cui di nuovo la fase diurna è uguale alla fase notturna. In seguito, il giorno diminuisce fino al Solstizio invernale (Segno del Capricorno) dove il giorno è più corto e la notte più lunga. E via di seguito.

L’Eclittica è quindi la memoria luminosa del Sole. La qualità e la quantità della luce del Sole costituisce i 12 Segni Zodiacali, i quali hanno un legame strettissimo con la quantità e la qualità della luce che li attraversa. I Segni in sé non hanno luce, essa proviene dal Sole che li attraversa nel corso dell’anno e li illumina.

A sua volta, l’Equatore Celeste genera un’altra divisione dell’Eclittica e dello Zodiaco nei 4 quadranti stagionali:

  • il Quadrante primaverile contiene i Segni primaverili (Ariete, Toro, Gemelli);
  • il Quadrante estivo, contiene i Segni estivi (Cancro, Leone, Vergine);
  • il Quadrante autunnale contiene i Segni autunnali (Bilancia, Scorpione, Sagittario);
  • il Quadrante invernale contiene i Segni invernali (Capricorno, Acquario, Pesci).

Ricordiamo anche che l’Equatore celeste divide la sfera in due emisferi celesti, Nord e Sud, che contengono rispettivamente il Polo Nord Celeste e il Polo Sud Celeste.

L’Equatore Celeste divide anche l’Eclittica e lo Zodiaco in due emicicli: l’emisfero boreale a Nord e l’emisfero australe a Sud. Quindi:

  • 6 Segni boreali o settentrionali, stanno a Nord dell’Equatore celeste (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine) e avranno una declinazione Nord,
  • 6 Segni australi o meridionali stanno a Sud dell’Equatore celeste (Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci) e avranno una declinazione Sud.

Quando il Sole percorre i Segni boreali, il giorno è più lungo della notte e il contrario quando percorre i Segni Australi.

I Segni dello Zodiaco non sorgono tutti nello stesso tempo: la Terra nel suo movimento giornaliero fa un giro su se stessa in 24 ore e così noi dovremmo vedere ogni 2 ore sorgere all’orizzonte un Segno diverso, ma a causa dell’obliquità dell’eclittica rispetto all’Equatore, i Segni sorgono in un tempo o più breve o più lungo. La velocità del sorgere dei Segni varia in relazione alla latitudine del luogo dal quale si osserva il fenomeno.

Nell’emisfero Nord, i segni di corta ascensione o segni curvi/obliqui sono quei Segni dello Zodiaco che sorgono all’orizzonte in meno di 2 ore e sono dal Capricorno ai Gemelli (Capricorno, Acquario, Pesci, Ariete, Toro, Gemelli), difatti l’Eclittica si presenta con una curvatura accentuata.

I segni di lunga ascensione o retti sono quei segni dello Zodiaco che sorgono all’orizzonte in più di 2 ore e sono dal Cancro al Sagittario (Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario), difatti all’orizzonte il piano dell’Eclittica appare quasi dritto. L’opposto avviene nell’emisfero australe.

Dividendo in Segni lo spazio celeste, i primi astrologi riuscirono a tracciare la posizione dei pianeti nel cielo; ben presto, però, si resero conto che occorreva qualcos’altro, ovvero una struttura di riferimento per collegare lo schema planetario a un particolare individuo nato in un determinato momento e luogo. Oltre al movimento dovuto all’apparente rivoluzione del Sole, della Luna e dei pianeti intorno alla Terra, ve n’era un altro da tenere conto: il moto diurno ossia la rotazione giornaliera della Terra intorno al proprio asse. La cosa più ovvia fu quella di dividere in sezioni questa rotazione giornaliera in base al tempo impiegato dal Sole per portarsi dall’alba al mezzogiorno, al tramonto e così via.

Nel moto diurno un osservatore posto sulla Terra vedrà in ogni momento del giorno un certo Segno sorgere a Est chiamato Ascendente o Segno sorgente, mentre vedrà il suo opposto (a 180°) tramontare a Ovest un certo Segno chiamato Discendente.

Astronomicamente, l’Ascendente indica l’intersezione dell’Eclittica con l’Orizzonte dell’osservatore: ossia l’incontro tra Cielo e Terra.

La linea che congiunge Ascendente e Discendente è detta asse dell’orizzonte.

Inoltre, in ogni momento del giorno vedrà che un particolare Segno “culminerà” al meridiano superiore. Il punto direttamente a sud del luogo in questione si chiama Mezzo Cielo, abbreviato in MC, dal latino Medium Coeli, ed è il punto più alto dello Zodiaco occupato dal Sole a mezzogiorno.

Il punto opposto è detto Fondo Cielo, IC dal latino Imum Coeli, ed è il punto più basso del cielo.

La linea che congiunge i due punti si chiama asse del meridiano.

Questi quattro punti vengono determinati astronomicamente e sono chiamati angoli.

Sono molto importanti e danno luogo ai quattro quadranti della Carta del Cielo o del Tema Natale. Gli astrologi studiano appunto questa Carta del Cielo che è la fotografia delle posizioni planetarie al momento preciso e al luogo di nascita di un individuo, posizioni che inserite simbolicamente all’interno di un grafico zodiacale raffigurano, attraverso Simboli e Segni, la proiezione piana della sopra descritta fascia zodiacale.

  1. LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI

Il pianeta Terra ha una forma che può essere definita solo in parte “sferica” in verità, il nostro pianeta, è schiacciato alle estremità dei Poli e ha un rigonfiamento al centro in prossimità dell’Equatore. Il termine preciso della sua forma ellissoidale è Geoide.

Perpendicolare ai Poli e passando per il centro della terra si trova l’asse terrestre.

Il nostro pianeta non è statico nello spazio, ma compie alcuni movimenti chiamati moti, molto importanti per l’osservazione astronomica e per i fenomeni che da essi ne scaturiscono.

Due di questi movimenti sono estremamente importanti e visibili per noi umani e sono i seguenti:

Moto di rotazione – porta la Terra a girare su se stessa in senso antiorario (da Ovest verso Est), attorno ad un asse inclinato di 23° 27’ e passante per i Poli Nord e Sud. Da esso derivano l’alternanza del giorno e della notte e l’apparente moto del cielo. Dura circa 24 ore (giorno).

Moto di rivoluzione – il moto orbitale che il nostro pianeta compie attorno al Sole in un arco di tempo pari a 365,25 giorni (anno), e che avviene secondo una traiettoria di forma ellittica che lo porta ad una distanza variabile da un massimo di 152 milioni di km (afelio) e ad un minimo di 147 milioni di km (perielio). Questo movimento determina le stagioni e i cambiamenti climatici.

Vi è un altro movimento importante che la terra produce, ed è la Precessione degli Equinozi.

(Immagine tratta  da http://sphaeramundi)

La Precessione degli Equinozi è lo spostamento dell’asse attorno al quale la Terra compie la rotazione giornaliera. La causa è principalmente la forza di attrazione combinata di Sole e Luna. La loro forza di attrazione passerebbe per il centro della Terra, se fosse una sfera perfetta, e l’asse non devierebbe. Ma essendo schiacciata ai Poli e rigonfia all’Equatore, la forza d’attrazione di Sole e Luna determina questa lenta spinta sull’asse di rotazione terrestre che, facendo perno nel centro della Terra, oscilla tracciando nello spazio due coni simmetrici

La Precessione degli Equinozi è quindi la lenta variazione di assetto tra il piano dell’Equatore e quello dell’Eclittica; in prima approssimazione si può descrivere come segue:

L’Asse del mondo (la retta passante per i Poli celesti, cioè un prolungamento immaginario dell’asse terrestre.) esegue un movimento rotatorio rispetto all’asse dell’Eclittica generando attorno ad essa una superficie conica con vertice al centro della Terra e semi-apertura uguale all‘obliquità dell’Eclittica (23º 27’).

Il Polo Nord (cosi come il Polo Sud) percorre un cerchio minore attorno al polo dell’Eclittica in un periodo di circa 25800 anni.

(Immagine tratta da http://wikipidia)

I Punti Equinoziali si spostano lungo l’Eclittica di circa 50,26” all’anno in senso retrogrado, per effetto dell’attrazione gravitazionale di Sole e Luna e in minima parte dai pianeti definita Precessione Lunisolare. Di conseguenza, laLongitudine Eclittica di tutte le stelle aumenta di 50,26” all’anno, mentre la loro latitudine rimane pressoché costante.

La nutazione è un movimento di perturbazione in accelerazione generato dall’attrazione della Luna che nelle sue due fasi principali, ogni 15 giorni, quando cioè orbita al centro tra Eclittica ed Equatore, disegna una sorta di andamento ondivago all’interno del movimento conico di Precessione.

Un’altra delle principali conseguenze della Precessione degli equinozi è che il giorno nel quale la Terra si trova al perielio cambia nel tempo. Attualmente la Terra si trova al perielio in inverno (per l’emisfero boreale).

A causa della Precessione degli Equinozi, la Terra, fra 12.000 anni, si troverà al perielio in estate, sempre per l’emisfero boreale.

(Immagine tratta da https://docplayer.it)

L’Anno Tropico  cioè l’intervallo di tempo compreso tra due passaggi successivi del Sole al Punto Gamma, è di circa 20 minuti più breve dell’Anno Siderale, cioè l’intervallo compreso tra due successive congiunzioni equatoriali del Sole con una stella considerata fissa.

Infatti il Sole nel suo moto apparente annuo lungo l’Eclittica si muove in senso diretto (da ovest ad est) mentre il Punto Gamma si muove in senso retrogrado (da est verso ovest); il Punto Gamma quindi si muove incontro al Sole, raggiungendolo prima che esso completi il suo giro apparente rispetto alle stelle.

Da qui il termine Precessione: il Punto Gamma precede l’incontro con il Sole. Questo fenomeno è stato storicamente il primo ad essere notato; esso comporta uno sfasamento di un giorno ogni 72 anni tra l’anno siderale (misurato dalla posizione del Sole rispetto alle stelle) e l’anno tropico che è legato alle ciclicità delle stagioni.

Gli antichi sacerdoti di Babilonia ed Egitto furono tra i primi pionieri dell’Astronomia e dell’Astrologia. Essi scandagliarono il cielo, disegnarono mappe delle Costellazioni, identificarono il percorso del Sole e stimarono il periodo con cui la Luna e il Sole si muovono attraverso il cielo.

Non a caso il ciclo della Precessione degli equinozi venne denominato Anno Platonico, visto che, nell’opera “il Timeo”, il filosofo citò il cosiddetto “Anno Perfetto”, facendo riferimento a un ciclo che si compie con un allineamento di tutta la volta celeste, anche se Platone non dette indicazioni riguardo la durata.

Fu l’astronomo greco Ipparco di Nicea (190-125 a.C.) che confrontando osservazioni distanti tra loro più di un secolo, si accorse che l’asse attorno al quale sembra ruotare la volta celeste si era leggermente spostato. I Babilonesi, assidui studiosi del cielo, benché non ne conoscessero le cause, ne conoscevano sicuramente gli effetti in tempi già precedenti ad Ipparco. A differenza dei primi, Ipparco, però, riuscì a calcolarne l’entità. Egli propose vari valori che generalmente andavano dai   24 ai 30 mila anni. Un altro astronomo greco, Claudio Tolomeo, partendo dai dati raccolti da Ipparco, ne stimò in seguito il moto in 1° ogni 100 anni (360° in 36000 anni). Isaac Newton, nel 1725, calcolò il periodo di questo moto in 26000 anni.

Ciò denota la difficoltà di attribuire con precisione la durata a questo ciclo, tanto è vero che   solitamente lo si trova espresso con valori che ne determinano una leggera approssimazione mentre possono apparire discordanti.

Tra i moti millenari che riguardano il nostro pianeta all’interno dei grandi movimenti del sistema solare e della galassia, il moto di precessione è quello che più degli altri può essere concepito, sebbene risulti comunque quasi impercettibile nell’arco di una vita umana.

(Immagine tratta da htts://astronomiapontina.it)

Nello specifico il ciclo di precessione si rileva durante la formazione dell’Equinozio di primavera (21 marzo) all’Emisfero Boreale, e consiste in un ulteriore moto che, facendo oscillare i Poli Celesti, descrive in senso orario la superficie di un cono in un periodo di circa 26.000 anni.

Abbiamo già introdotto sufficientemente i concetti che riguardano la formazione dell’Equinozio di Primavera e del Punto Gamma che rappresenta un vero e proprio cardine di tutto il ciclo processionale, e che funge anche da riferimento primario per la determinazione dello spostamento delle Costellazioni zodiacali.

L’importanza del Punto Gamma va quindi in questo ambito ribadita, poiché in tutto il sistema zodiacale e processionale mostra la sua rilevanza come riferimento all’interno della Sfera Celeste. A causa del moto di Precessione, però, il Punto Gamma non è un punto fisso, per via dell’oscillazione conica che la Terra mette in movimento per effetto delle forze gravitazionali di Sole, Luna e pianeti, i quali, con le loro orbite, le loro masse e con le distanze che hanno rispetto alla Terra, agiscono a loro volta sul nostro bellissimo pianeta, alterandone il moto e di conseguenza la posizione. Infatti, il sistema complesso dell’insieme di tutte le condizioni terrestri relative ai moti e alla forma, nonché alle sostanze solide, liquide e gassose di cui è composta la Terra, determina questo lentissimo e continuo movimento, del tutto simile a quello di una trottola.

Ciò che accade fisicamente in questo movimento di tipo giroscopico, è che la nostra Terra, ruotando rapidamente sul proprio asse e subendo una seconda forza contrapposta, soprattutto a causa della sua sporgenza all’Equatore, sprigiona una reazione contraria al senso rotatorio che i fattori in gioco tentano di mettere in atto.  L’oscillazione ondulatoria e conica dei due Poli opposti della sfera celeste, genera di conseguenza lo sfasamento delle Costellazioni al Punto Gamma, nonché lo spostamento delle direzioni polari compresa la stella di riferimento.

(Immagine tratta da htts://wikipidia)

La variazione impercettibile determinata dallo spostamento dell’Asse di rotazione terrestre per opera della precessione, genera un progressivo cambio di posizione di circa 1° ogni 72 anni rilevabile al Punto Gamma. Per calcolo approssimativo, utilizzando la suddivisione dei Segni zodiacali possiamo dire che 72 anni x 30 gradi di ciascun segno genera un valore di 2160 anni.

Questo ciclo infatti, determina ed evidenzia la differenza sostanziale tra Segno e Costellazione che in parallelo mostra anche la fondamentale differenza che esiste tra Astrologia (Astro-Logos, conoscenza delle stelle) e Astronomia (Astro-Nomos, la legge delle stelle).

Apparirà a questo punto evidente che lo spostamento progressivo dell’Asse Terrestre, in ragione della precessione, sebbene possa apparire esiguo nel trascorrere di un anno solare, con il passare dei decenni, dei secoli e dei millenni, produce una differenza tale da determinare e condizionare non solo i riferimenti della sfera celeste, ma anche gli orientamenti terrestri, il clima, le correnti oceaniche, la distribuzione della fertilità e di conseguenza lo sviluppo della vita sul pianeta. L’uomo stesso è ovviamente assoggettato, come ogni altra cosa vivente, al mutamento costante del pianeta attraverso adattamento.

Attualmente il Punto Gamma γ punta in corrispondenza dell’inizio della Costellazione dei Pesci accostandosi progressivamente verso la Costellazione dell’Acquario nei secoli a venire, mentre specularmente, nel versante oppostoPunto Omega ω, sarà visibile la Costellazione del Leone.

Circa duemila anni fa il Punto Gamma si trovava in corrispondenza del segno dell’Ariete (Le corna dell’Ariete hanno la forma della lettera Gamma); duemila anni prima si trovava in Toro, prima ancora nei Gemelli, etc. in un percorso antiorario.

Spostamento dei Poli Celesti

Abbiamo già approfondito le modalità che determinano i Solstizi e soprattutto gli Equinozi per effetto della proiezione del Polo Nord Celeste sull’asse dell’Eclittica, questi aspetti, legati all’illuminazione del pianeta e alle conseguenti fasi stagionali, restano invariati per via del moti primari di rotazione su se stessa (giorno e notte) e di rivoluzione intorno al sole (anno), ciò che cambia attraverso il moto di precessione è la posizione dei Poli Celesti rispetto alla Sfera Celeste.

(Immagine tratta da https://astronomiapontina.it)

Per ribadire diversamente il concetto, l’asse che proietta i Poli, che è il cardine intorno al quale tutti gli altri moti si compiono, è condizionato dall’oscillazione precessionale, e questo conferma la grande importanza che le civiltà antiche attribuivano al concetto dell’Axis Mundi.

Questo Asse del Mondo è infatti il centro intorno al quale tutto il cielo appare ruotare ed è anche il centro che unisce le due parti coniche del movimento di precessione, passando attraverso il cuore del nostro pianeta.

Come abbiamo visto, il ciclo intero di questo movimento di precessione si compie in un tempo approssimativo pari a circa 25.760 anni, durante i quali, anche se molto lentamente, il nord celeste indicato dalla direzione dell’asse, si sposta, indicando una zona differente del cielo che progressivamente raggiungerà stelle aventi una magnitudo sufficiente per essere localizzate con facilità e che quindi potranno essere considerate “polari” in ragione della loro vicinanza con il Polo Nord della sfera celeste.

Osservando dal nostro emisfero Boreale in direzione del Nord Celeste, nel III millennio a.c., ai tempi degli Egizi, avremmo trovato come stella polare Thuban, Alpha Draconis appartenente alla Costellazione del Drago.

Sebbene oggi sia particolarmente vicina al Polo Nord Celeste (meno di un grado), per effetto della variazione continua di precessione, la nostra stella Polare potrà servire per l’orientamento ancora per 2 o 3 secoli, poi spostandosi verrà a trovarsi progressivamente troppo lontana dal polo per essere veramente utile come riferimento.

http://www.cg2000.it/scout/materialereparto/Topografia.pdf

Tra più di 8.000 anni la stella polare sarà Deneb (Costellazione del Cigno); fino al momento in cui tra Costellazione della Lira.

In questo lentissimo viaggio della polarità del nostro pianeta, come si evince dall’immagine laterale, vengono ciclicamente intercettati gli stessi punti che ruotano intorno alla zona artica per effetto del circolo disegnato dal cono di precessione.  A tal riguardo, occorre anche precisare che la variazione delle coordinate equatoriali che per effetto della precessione accadono nel tempo genera una variazione anche delle stelle circumpolari (quelle che non sorgono né tramontano in un emisfero).

(Immagine tratta da https://www.math.it e modificata da LPP)

Il fattore luminoso evidenzia quindi che per periodi lunghi secoli possono non esserci stelle sufficientemente luminose per essere designate come indicatori del Nord Celeste.

Va da sé che nella visione geocentrica della volta celeste, durante questo moto millenario, pian piano sull’orizzonte emergono Costellazioni prima non visibili, oltre al fatto che le Costellazioni come le vediamo ai giorni nostri saranno soggette a variazioni di forma e di posizione per effetto della diversa posizione della Terra all’interno del cono di precessione.

Per concludere, avendo noi uomini moderni perso il legame diretto con la Terra e di conseguenza con il cielo stellato (sempre più invisibile nelle nostre città) stentiamo a renderci conto di quanto l’osservazione degli astri e dei loro movimenti fosse invece importante per gli uomini antichi che dal cielo ricavavano considerazioni fondamentali di ordine pratico legate alla vita sulla terra in relazione ai fatti (miti) del Cielo; quando però ci si imbatte in questo ciclo millenario, alcune considerazioni diventano naturali, affascinanti oltre che necessarie.

(Immagine  tratta da “Il mulino di Amleto” di G.De Santillana mostra la distanza dell’Orsa Maggiore dalla Stella polare intorno al 2700 ac – 1880 ac – 2000 dc )

https://www.factmonster.com/science/constellations-and-stars/zodiac

 

BIBLIOGRAFIA

Baldini Renzo, Trattato tecnico di Astrologia, HOEPLI 2011

De Santillana Giorgio , Il Mulino di Amleto, saggio sul mito e la struttura del tempo, GLI ADELPHI 2003

Filbey John e Peter , Astronomia per astrologi, ASTROLABIO UBALDINI 1986

Sasportas Howard, Le dodici Case, EDIZIONI MEDITERRANEE 2006

 

SITOGRAFIA

http://www.ovovideo.com/costellazioni/

www.spheramundi.scarpel.net

http://www.scienze-astratte.it lo /-zodiaco.html

www.wikipidia.it – La precessione degli equinozi

https://www.youmath.it/lezioni/fisica/astronomia/3074-zodiaco.html

https://www.youtube.com/channel/UCPEdzSIQ03ZbVwGNsug0U0Q – Canale VideoLezioni NCA

 

Membri del gruppo Pit’agorà:

BONINI Mariacristina

IERACE Nunzia

MESTRONI Ida

PALAIA Laura Primavera

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